«La medicina del futuro sarà personalizzata e sfrutterà le capacità predittive delle simulazioni fatte sulla base di dati di realtà», afferma il responsabile scientifico del progetto per l'UniBs, Alberto Salvadori, direttore del Centro in Mechanobiology e docente del dipartimento di Ingegneria meccanica e industriale. «L'ambizioso scopo è sviluppare modelli e simulazioni a partire da dati personalizzati degli organi e delle patologie associate, misurati con esami specifici. Il gemello digitale dell'organo consentirà di vedere in silico (simulazione del comportamento di sistemi biologici mediante calcolatori elettronici ndr) il risultato di interventi che ne possano cambiare lo stato». Per l'Italia ci sono anche l'Università di Pisa, la Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, il Politecnico di Milano, l'Università di Roma Tor Vergata, il Consiglio nazionale delle ricerche e due srl, Exact Lab e Dualistic.
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