
La missione Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea e il Consorzio Euclid hanno rilasciato nuovi dati ottenuti da osservazioni dedicate delle regioni centrali della Via Lattea, nell’ambito della Quick Release 2 di Euclid. L’obiettivo principale di Euclid è mappare la struttura a grande scala dell’Universo e rivelare il ruolo della materia oscura e dell’energia oscura; queste osservazioni mostrano lo straordinario potenziale della missione.
Il 23 marzo 2025, Euclid ha osservato il bulge galattico interno per circa 26 ore, producendo una visione eccezionalmente profonda, ampia e ad alta risoluzione di una delle regioni stellari più affollate del cielo. Il mosaico risultante, basato su nove puntamenti dello strumento in luce visibile, contiene più di 60 milioni di stelle, insieme a nebulose e ammassi stellari. Si tratta dell’immagine in luce visibile più grande e dettagliata mai ottenuta del centro della nostra Galassia.
“Queste nuove osservazioni sono spettacolari,” spiega Carlo Baccigalupi, professore di Astrofisica e Cosmologia alla SISSA e Builder Scientist per il consorzio Euclid. “Mostrano che Euclid sta funzionando estremamente bene: il telescopio combina immagini nitide, stabilità e velocità di osservazione in un modo che apre possibilità scientifiche ben oltre il suo programma cosmologico principale.”

Il bulge (rigonfiamento) galattico, la regione centrale della nostra galassia, è una vasta struttura densamente popolata, composta principalmente da stelle antiche e più fredde, che le conferiscono il suo caratteristico colore giallo. Crediti immagine: ESA
La Euclid Galactic Bulge Survey è particolarmente importante per lo studio degli esopianeti attraverso il microlensing gravitazionale. Quando una stella in primo piano, ed eventualmente uno dei suoi pianeti, passa davanti a una stella più distante, la sua gravità amplifica brevemente la luce di fondo. La capacità di Euclid di risolvere stelle individuali in regioni così dense aiuterà gli scienziati a raffinare le proprietà dei sistemi di microlensing già noti e a misurare le masse dei pianeti, inclusi pianeti freddi difficili da studiare con altre tecniche.
“Un grande successo per il programma spaziale europeo,” aggiunge Baccigalupi. “Euclid sta dimostrando la forza di una missione costruita attraverso la leadership europea, il coordinamento dell’ESA e un’ampia collaborazione scientifica internazionale. Sta già fornendo dati di alta qualità in diversi ambiti dell’astrofisica.”
Il prossimo grande traguardo sarà il primo rilascio cosmologico dei dati di Euclid, DR1, atteso per la fine del 2026. Comprenderà un anno di osservazioni e rappresenterà una mappa senza precedenti dell’Universo dallo spazio, in luce visibile e infrarossa. Per la cosmologia, la potenza di Euclid risiederà non solo nei suoi dati, ma anche nella loro combinazione con altre sonde.
“Stiamo entrando nell’era dei dati cosmologici combinati,” conclude Baccigalupi. “Alla SISSA, abbiamo preparato il Consorzio Euclid a collegare le strutture osservate da Euclid con il fondo cosmico di radiazione, cercando i sottili effetti che le galassie e le strutture a grande scala imprimono su questa radiazione antica. Queste correlazioni potranno rivelare informazioni cruciali sulla natura della Materia Oscura e dell’Energia Oscura. Queste osservazioni aprono nuove finestre sull’astrofisica e indicano la strada verso questi obiettivi ambiziosi per la Fisica fondamentale.”
Leggi il comunicato stampa congiunto ASI/INAF/INFN: