
L'improvvisa scomparsa del professor Antonino Cattaneo, avvenuta il 29 giugno 2026, ha profondamente colpito la comunità della SISSA, che perde uno dei suoi membri più illustri. Nato a Pisa 72 anni fa, Antonino si era laureato in Fisica all'Università "La Sapienza" di Roma e aveva successivamente lavorato con César Milstein e Michael Neuberger presso il MRC Laboratory of Molecular Biology di Cambridge, nel Regno Unito.
Antonino è stato uno dei neuroscienziati più influenti della sua generazione. Nel corso della sua lunga carriera accademica è stato professore ordinario di Biofisica alla SISSA dal 1991 al 2008, un periodo in cui, grazie alla visione e all'energia di Daniele Amati, la Scuola ha conosciuto una straordinaria espansione delle proprie attività, aprendosi anche a settori completamente nuovi, come quello delle neuroscienze.
Antonino ha avuto un ruolo decisivo nella costruzione del gruppo di Neuroscienze della SISSA e ha contribuito in modo determinante alla nascita del Dipartimento di Neuroscienze come realtà multidisciplinare, capace di riunire biologi, medici, neuroscienziati computazionali e biofisici. All'epoca le neuroscienze non erano ancora riconosciute come disciplina accademica autonoma; tuttavia, i rapidi progressi nello studio del cervello e dei suoi meccanismi rendevano sempre più evidente la necessità di integrare competenze provenienti da discipline diverse per comprendere il funzionamento del sistema nervoso in modo più completo. Seguendo la visione e le idee di Antonino, le Neuroscienze della SISSA sono cresciute costantemente, dando vita all'attuale comunità scientifica, ricca e diversificata, composta da ricercatrici, ricercatori, studentesse e studenti.
Antonino portò alla SISSA il suo pensiero innovativo, la sua rete di collaborazioni internazionali e le sue straordinarie capacità intellettuali, contribuendo alla creazione di un nuovo programma di dottorato in un periodo in cui in Italia non esisteva ancora un sistema strutturato di formazione dottorale. Questa esperienza rappresentò un esempio concreto di come la conoscenza e la ricerca di eccellenza possano nascere dall'interazione tra discipline scientifiche differenti. In questo modo Antonino divenne un punto di riferimento per l'intera comunità delle Neuroscienze della SISSA e un amico stimato dai colleghi e dagli ex direttori della Scuola, Daniele Amati e Stefano Fantoni.
È importante ricordare come anche nella sua attività scientifica Antonino abbia sempre adottato un approccio profondamente multidisciplinare, combinando genetica, biofisica, dinamica molecolare, biologia molecolare e biologia computazionale. Questo approccio gli ha permesso di studiare i meccanismi d'azione del fattore di crescita nervoso (NGF) e i difetti molecolari alla base della patologia neuronale della malattia di Alzheimer.
Il messaggio che lascia è estremamente chiaro: la ricerca scientifica ha bisogno di una visione ampia e di collaborazioni estese. Sta ora a noi proseguire lungo questo percorso, coltivando quella visione dinamica e interdisciplinare della scienza che Antonino ci ha indicato con il suo lavoro e il suo esempio.