Age-it: nuove strategie per invecchiare meglio

Presentati a Roma i risultati del più grande partenariato nazionale sull’invecchiamento
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Age-it

L’invecchiamento non è un fenomeno puramente degenerativo, ma un processo dinamico in cui intervengono fattori biologici, esperienziali e ambientali. È questo il risultato di due diversi progetti condotti alla SISSA nell’ambito di Age-it che rendono così evidente l’esistenza di possibili fattori protettivi e correttivi.

Age-It è il partenariato nazionale sull’invecchiamento finanziato dal PNRR che da tre anni affronta le grandi sfide di una società che cambia utilizzando un approccio sistemico e disciplinare per proporre soluzioni su diversi fronti. 

Alla SISSA il fenomeno è stato studiato dal punto di vista cognitivo e neurofisiologico.

“I nostri risultati mostrano che l’invecchiamento cognitivo non è un processo unitario né inevitabilmente degenerativo, ma il prodotto dell’interazione dinamica tra cambiamenti neurali, risorse cognitive individuali ed esperienze di vita”, spiega Raffaella Rumiati, direttrice del Laboratorio di Neuroscienze e Società della SISSA. “Attraverso l’utilizzo di compiti cognitivi somministrati durante acquisizioni di risonanza magnetica funzionale, il programma di ricerca ha evidenziato come la riserva cognitiva moduli tale interazione, agendo come fattore protettivo trasversale a diversi domini cognitivi.”

L’interazione dinamica tra diversi fattori è stata osservata anche nel progetto coordinato da Laura Ballerini, docente di neurofisiologia, in collaborazione con Davide Zoccolan e Giuseppe Legname. “Abbiamo studiato invecchiamento ed integrità sinaptica in un modello animale, lo zebrafish, che permette di combinare l’analisi comportamentale con la ricostruzione delle sinapsi in microscopia confocale”, commenta Ballerini. “Con strumenti di analisi sviluppati ad hoc, abbiamo descritto la correlazione tra plasticità sinaptica e comportamento sociale in zebrafish a tre diverse età (giovani, adulti e anziani) in risposta a uno stress. I nostri risultati indicano che l'integrazione tra comportamento sociale, stress, ansia e plasticità sinaptica è un processo dinamico ed età-dipendente, con cambiamenti sostanziali nella adattabilità e/o risposta alle alterazioni ambientali. La conferma di questa interazione dinamica nel nostro modello biologico permetterà di valutare azioni correttive insieme allo studio del profilo molecolare e genetico correlato a questi cambiamenti”. 

Age-it (Ageing Well in an Ageing Society) è coordinato dall’Università di Firenze e costituito da 27 enti, tra cui la SISSA. Oggi a Roma ha presentato alcuni dei suoi risultati durante il convegno “Invecchiare bene in una società che cambia” organizzato in collaborazione con INPS. Primo tra questi l’importanza di investire nella ricerca.