Creare un «gemello digitale» dell'Adriatico, per prevedere le conseguenze di eventi straordinari sul sistema marino; trovare nuovi utilizzi per il siero di latte; studiare innovazioni digitali che possano andare a vantaggio degli ecosistemi montani o del turismo, in particolare culturale. Sono alcuni dei progetti portati avanti da INest, l'ecosistema che mette in rete 9 atenei del Nordest in un'attività di ricerca su 9 ambiti, finanziata con 110 milioni del Pnrr. Durante il primo INest-working, 300 ricercatori si sono incontrati al Polo universitario di Vicenza, che già ospita tre atenei (Iuav, Verona e Padova) per fare il punto sulle attività a metà del percorso.
La progettualità, che coinvolge anche le università di Trento, Bolzano, Udine, Trieste, Ca' Foscari di Venezia e la Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, vede all'opera circa 700 ricercatori, 250 dei quali giovani assunti grazie a questa iniziativa, e 300 aziende.
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