«Non ho ancora parlato con i miei ricercatori, ma mi sento molto vicino alla nostra comunità iraniana - spiega Andrea Romanino, direttore della Sissa -: faremo di tutto per superare questo momento come abbiamo fatto in passato. È difficile, per chi come noi non si è mai ritrovato nelle condizioni di subire la repressione di un regime, immaginare come possano sentirsi ora i nostri ricercatori, i quali non sono soliti esporsi su questi temi. Comprensibilmente c'è paura».
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