40 anni fa iniziava la grande avventura che ha portato la SISSA a diventare, in questi decenni, un'istituzione scientifica di prestigio internazionale ...
Ospite in studio il Prof. Gianluigi Rozza.
Press Review
Shaker
Tele Capodistria
Sissa nel polo hi-tech del Nordest
Il Piccolo
Il Mise finanzia con 7,5 milioni il Competence center sulle tecnologie digitali con una trentina di imprese.
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Intervista con Raffaella Rumiati
Radio Popolare - Le oche
L'intervista con Raffaella Rumiati che parla della sua ricerca sul riconoscimento del cibo nei centenari triestini
Ascolta il podcast (da minuto 3.50)
Dentists can smell your fear – and it may put your teeth at risk
New Scientist
A study of dental students suggests that dentists can smell when a patient is anxious, and it makes them more likely to make mistakes and perform badly. The finding is the first real-world evidence that chemical signals hidden in our body odour can betray our emotions and influence the behaviours of those around us, says Valentina Parma at the International School for Advanced Studies in Trieste, Italy.
Il piacere è uguale, sesso o cioccolato
Il Corriere della Sera
Le neuroscienze dispongono ormai di strumenti sofisticati per indagare perché ci piace quel che ci piace e come ruota la girandola del piacere.[...] Le ricerche di Raffaella Rumiati della Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, ad esempio, dimostrano che 130-180 millisecondi dopo aver visto una serie di alimenti siamo già in grado di discriminarli in base a queste preferenze: un frutto rosso e maturo ci attira più di uno verde e acerbo, un piatto ad alto contenuto energetico più di uno dietetico.
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Anticorruzione e trasparenza: gli Atenei d'Italia a Unicam
Cronache maceratesi
L'università di Camerino ha ospitato stamattina la riunione del gruppo di lavoro su anticorruzione e trasparenza (Glat) del Codau, l'associazione costituita dai direttori generali delle amministrazioni universitarie italiane.
Machine learning e Data Science, per Yorke 'prediremo il futuro'
ANSA FVG
Non esiste ancora la sfera di cristallo che predice il futuro, ma qualcosa sta cambiando: computer sempre più potenti potrebbero presto prevedere l'evoluzione di situazioni estremamente articolate, come il clima o l'andamento dei mercati azionari. "Fino a che non saremo capaci di predire il presente, non saremo in grado di predire il futuro", spiega James Yorke, uno dei padri della teoria del caos a un incontro della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) e del Centro internazionale fisica teorica Abdus Salam (Ictp).
Riconoscere il cibo a cent’anni: ecco come funziona la memoria semantica
Galileo
I centenari riconoscono più accuratamente i cibi naturali rispetto a quelli processati, perché li hanno consumati con maggiore assiduità nel corso della loro vita. Lo studio della Sissa chiarisce, quindi, i meccanismi alla base della nostra memoria semantica.
Machine learning e Data science: la scienza in grado di ‘predirre il futuro
Meteo Web
Non esiste ancora la sfera di cristallo che predice il futuro, ma qualcosa sta cambiando: computer sempre piu' potenti potrebbero presto prevedere l'evoluzione di situazioni estremamente articolate.
Paolo Giordano e tre ragazzi alla ricerca di una vita da divorare
Il Piccolo
Giovedì 24 maggio, al Caffè San Marco, la presentazione del nuovo libro dello scrittore, docente del Master in Comunicazione della Scienza "Franco Prattico".
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Raffaella Rumiati e Miriam Vignando ospiti a Radar
Rai - Radio FVG – Radar
Raffaella Rumiati e Miriam Vignano ospiti a Radar parlano del loro studio pubblicato di recente su Scientific Reports che evidenzia che, diversamente dai meno anziani, i centenari riconoscono più accuratamente i cibi naturali rispetto a quelli processati, perché li hanno consumati con maggiore assiduità nel corso della loro vita. Questo risultato chiarisce i meccanismi alla base della nostra memoria semantica che non sembrano dipendere solo dalle caratteristiche del cibo ma anche dall’esperienza e dalle abitudini alimentari portate avanti per tutta l’esistenza
Ascolta il podcast (trasmissione del 22/5/2018, da minuto 23.10)
Poche donne nella scienza:aumentino! Il manifesto di Sissa
LaPrealpina
Sono trascorsi 40 anni da quando la Sissa, la Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, avviò le sua attività e quindi è arrivato il momento giusto di parlare delle donne e del loro ruolo, in particolare nell' ambito della scienza.
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Un network di scienziate più forte anche con l' aiuto di nuovi databas
LaPrealpina
Promuovere e rafforzare il ruolo dei network di scienziate attraverso nuovi database che favoriscano la creazione di reti e la ricerca comune di soluzioni per problemi comuni alle donne ricercatrici.
È il primo dei sei punti della prima versione del Manifesto internazionale di Trieste, presentato alla Sissa.
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Si chiama Fast Track Programme e il nome è eloquente
Il Piccolo
Si chiama Fast Track Programme e il nome è eloquente: consente di accelerare il passaggio dalla laurea magistrale al dottorato e quindi alla ricerca. E' un' iniziativa unica in Italia, riservata agli studenti del corso di laurea magistrale interateneo in Fisica dell' Università di Trieste: permette un accesso più rapido al PhD della Sissa in "Theory and numerical simulation of condensed matter".
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Veli di cristallo, essere ricercatrici islamiche in Italia
Galileo
Le storie di nove ricercatrici, in un video finanziato dal premio Bassoli, per raccontare le aspirazioni e le sfide dell'essere donna di scienza e di fede islamica in Italia.
Il velo islamico non è un ostacolo per le donne scienziate
Il Messaggero Veneto
Il velo islamico non è un ostacolo per le donne nella scienza. Il velo da abbattere, nel campo, è un altro: il cosiddetto «velo di cristallo», quello che impedisce alle scienziate di raggiungere posizioni di vertice nelle carriere accademiche e di ricerca. È quanto emerge dalle testimonianze raccolte dai ricercatori dell’Università di Trento Ilaria Ampollini e Alberto Brodesco tra nove scienziate, italiane e straniere, di religione o provenienza da Paesi musulmani, che fanno ricerca in Italia.
Il loro progetto «Veli di cristallo. Donne e Islam nell’Italia della ricerca scientifica», vincitore dell’edizione 2016 del premio intitolato al giornalista scientifico Romeo Bassoli, promosso dalla Sissa (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di
Trieste) e dall’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), nato come podcast e diventato anche un video, è stato proiettato per la prima volta pubblicamente proprio nei giorni scorsi a Trieste.
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Memoria, i centenari riconoscono subito i “loro” cibi naturali
Il Piccolo
Uno studio sperimentale della Sissa, appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports e guidato dalla Professoressa Raffaella Rumiati, neuroscienziata cognitiva, ha evidenziato che i centenari, diversamente dai meno anziani, riconoscono più accuratamente i cibi naturali rispetto a quelli processati, perché li hanno consumati con maggiore assiduità nel corso della loro vita.
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Fisica nucleare, il propulsore dell’università e dell’industria
Il Piccolo
L’Infn mantiene stretti contatti da una parte con l’Università, dall’altra con il mondo produttivo. Queste caratteristiche si rispecchiano nella sua Sezione di Trieste, attiva dal lontano 1958, ben prima della nascita di Ictp (1964) e Sissa (1978), e con circa 280 persone che vi operano a vario titolo: un quarto dipendenti, gli altri ricercatori, docenti e tecnici delle Università di Trieste e di Udine, della Sissa e dell’Ictp.
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Anna Menini ospite alla trasmissione Calle degli Orti Grandi
Radio Capodistria
La professoressa della SISSA Anna Menini ospite della trasmissione "Calle degli Orti Grandi" di Radio Capodistria ha illustrato i temi affrontati nella giornata "When women in science get together: the role of networks" che ha avuto luogo il giorno 9 maggio 2018 alla SISSA.
Podcast non disponibile
Food recognition in 100-year-olds explains how semantic memory works
medical express
A study by SISSA shows that, contrary to younger individuals, centenarians recognise natural foods more accurately than processed foods because they have eaten them with greater frequency over their lifetime. This result clarifies the mechanisms at the root of our semantic memory, which do not appear to depend on the characteristics of food alone, but also on experience and eating habits over a lifetime.