I suoni modificano la percezione visiva: uno studio rivela nuove connessioni tra udito e vista nel cervello dei roditori

La ricerca è stata pubblicata su PLOS Computational Biology
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Pubblicata su PLOS Computational Biology, una nuova ricerca della SISSA di Trieste mostra come nei ratti esistano influenze dirette tra modalità sensoriali diverse che possono modulare la percezione. In particolare, i segnali uditivi comprimono lo spazio percettivo visivo nei roditori, suggerendo così un’azione inibitoria dell'udito sulla visione

I suoni possono alterare il modo in cui il cervello interpreta ciò che viene visto. È quanto emerge da un nuovo studio della SISSA di Trieste, pubblicato su PLOS Computational Biology. La ricerca mostra che, nei ratti, quando si associano dei suoni a stimoli visivi in movimento, questi ultimi vengono percepiti in modo diverso. In particolare, i suoni modificano sistematicamente la visione, comprimendo lo “spazio percettivo” degli animali. Ottenuta combinando esperimenti comportamentali e modelli computazionali, la scoperta degli studiosi suggerisce che i segnali acustici esercitino un effetto inibitorio sulla percezione visiva. Lo studio offre così una nuova prospettiva sulla comunicazione tra i sensi nel cervello, rivelando che anche le connessioni dirette tra aree sensoriali primarie — e non solo l’integrazione nelle regioni corticali associative superiori — possono influenzare in modo profondo l’esperienza percettiva.

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