La pandemia ha portato alla (ri)scoperta, a scopo di consolazione o cura, di concetti presi da altre culture. Uno di questi è il senso buddista della impermanenza, secondo cui i fenomeni sono transitori, niente permane e pertanto bisogna allenarsi al distacco, perché l' attaccamento genera sofferenza. È una delle letture possibili de 'L'ultimo marinaio', libro di esordio di Andrea Ricolfi (Garzanti, 156 pagg., euro 16.), giovane matematico torinese attualmente alla Sissa di Trieste.
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